Giornate corte, sole basso e nebbia: ecco quanto produce un impianto in Friuli nel mese di novembre, perché è normale che produca meno e come sfruttare al meglio ogni kWh.
Confrontiamo la produzione reale del tuo impianto con quella attesa e ti diciamo se c’è margine di miglioramento.
Con l’arrivo di novembre molti proprietari di impianti fotovoltaici aprono l’app per il monitoraggio dell’impianto e notano un calo netto della produzione. È normale: novembre è, insieme a dicembre e gennaio, uno dei mesi meno produttivi dell’anno.
Ma quanto si produce davvero? E come si fa a capire se l’impianto sta lavorando bene?
In questo articolo vediamo i numeri attesi per un impianto in Friuli Venezia Giulia, le ragioni del calo e qualche consiglio pratico per non sprecare nemmeno un kWh.
La produzione di un impianto dipende da quanta energia solare raggiunge i pannelli. A novembre tre fattori si sommano e la riducono in modo importante:
A metà novembre, alle nostre latitudini, il sole resta sopra l’orizzonte circa 9 ore e mezza, contro le oltre 15 ore di giugno.
A mezzogiorno il sole sale solo di circa 25° (oltre 65° a giugno): la luce attraversa più atmosfera e colpisce i pannelli con un angolo meno favorevole.
Pioggia, nuvolosità persistente e nebbie mattutine, frequenti in pianura, riducono ulteriormente le ore di sole pieno.
A questo si aggiungono le ombre più lunghe: alberi, camini o edifici vicini che d’estate non danno fastidio possono ombreggiare parte dell’impianto quando il sole è basso.
In Friuli un impianto ben orientato produce in media circa 1.250–1.300 kWh all’anno per ogni kW installato. Novembre pesa però solo per il 3–4% del totale annuo: indicativamente 45–55 kWh per kW nel mese.
Ipotesi: impianto orientato a sud, inclinazione 30°, nessun ombreggiamento rilevante, pianura friulana. Stime indicative basate su dati medi di irraggiamento: la produzione reale varia di anno in anno con il meteo.
| Potenza impianto | Produzione a novembre | Media giornaliera | Produzione a giugno |
|---|---|---|---|
| 3 kWp | 135 – 165 kWh | 4,5 – 5,5 kWh | ~ 460 kWh |
| 4,5 kWp | 200 – 250 kWh | 6,5 – 8,5 kWh | ~ 690 kWh |
| 6 kWp Taglia per una villetta | 270 – 330 kWh | 9 – 11 kWh | ~ 920 kWh |
| 10 kWp | 450 – 550 kWh | 15 – 18 kWh | ~ 1.530 kWh |
In altre parole, a novembre un impianto produce circa un terzo di quello che produce a giugno. Se i tuoi numeri sono in questo intervallo, l’impianto sta lavorando correttamente.
La media mensile nasconde differenze molto grandi tra un giorno e l’altro. A novembre è normale alternare giornate quasi “estive” a giornate in cui l’impianto produce pochissimo.
Con cielo terso, aria fredda e pulita (i pannelli rendono meglio quando fa fresco), un impianto da 6 kWp può produrre 15–20 kWh in un solo giorno, concentrati tra le 10 e le 15.
Con nebbia fitta o cielo coperto, lo stesso impianto può fermarsi a 1–3 kWh in tutta la giornata. Non è un guasto: la luce diffusa è semplicemente troppo poca.
La differenza di produzione tra una bella giornata di novembre e una giornata di nebbia fitta può arrivare a dieci volte.
Quando l’energia è poca, conta ancora di più usarla nel momento giusto. Ecco le abitudini che fanno la differenza:
La produzione mensile è circa un terzo di quella estiva; nelle giornate di nebbia l’impianto produce pochissimo; la batteria a fine giornata non arriva al 100%; la produzione inizia più tardi al mattino e finisce prima.
Con cielo sereno produci molto meno di giornate simili; l’app mostra errori o allarmi dell’inverter; la produzione è a zero in pieno giorno; noti un calo improvviso rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Un impianto fotovoltaico va valutato sull’intero anno, non sul singolo mese. Da aprile a settembre si concentra circa il 70% della produzione annua: è in quei mesi che l’impianto ripaga gran parte del suo valore, tra autoconsumo, energia ceduta alla rete e, se partecipi a una Comunità Energetica, incentivi sull’energia condivisa.
Novembre è quindi il mese giusto per fare il punto: verificare che tutto funzioni, programmare un controllo se qualcosa non torna e, se i consumi invernali sono alti (per esempio con una pompa di calore), valutare se un ampliamento dell’impianto o una batteria possano aumentare la copertura nei mesi freddi.
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